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10 tra le più importanti invenzioni italiane

Introduzione

Italiani, popolo di santi, di navigatori e anche di inventori. Ebbene sì, molte più cose di quante non si immaginino sono state inventate da noi e poi esportate in tutto il mondo. In questa sezione, abbiamo deciso di raccogliere le più importanti invenzioni italiane della storia.

1. Reattore nucleare – Enrico Fermi

La prima pila atomica, cioè il primo vero e proprio reattore nucleare a fissione (il “Chicago Pile-1”) è stata realizzata da Enrico Fermi nel 1942.

Facendo un passo indietro, in Italia, un gruppo di scienziati noti come i ragazzi di via Panisperna, guidati, con la scoperta dei neutroni lenti nel 1934, davano vita all’energia nucleare.

Le Centrali Nucleari non sarebbero mai potute esistere senza Enrico Fermi, fonte immagine: Wikimedia Commons

In seguito, Fermi riuscì ad ottenere il premio Nobel per la fisica e a fuggire negli Stati Uniti, ove collaborò al Progetto Manhattan e alle ore 14:20 locali del 2 dicembre 1942 ottenne la prima reazione nucleare a catena autoalimentata e controllata.

2. Elicottero – Corradino D’Ascanio

L’invenzione dell’elicottero ha un grande debito con Leonardo da Vinci, che nel 1480 disegnava una vite aerea, che mossa dalla forza muscolare di quattro uomini avrebbe dovuto volare.

Bisognerà poi aspettare la fine dell’Ottocento per avere i primi prototipi. Tra questi, quello costruito da Enrico Forlanini (ex allievo della Scuola Militare Teulié) nel 1877 che, grazie a un motore a vapore, riuscì a sollevarsi fino a circa 13 metri.

L’elicottero inventato da Ascanio, fonte immagine: Wikimedia Commons

Nel 1925, infine, l’ingegnere Corradino Ascanio e il barone Pietro Trojani fondarono la Società D’Ascanio-Trojani, finalizzata alla costruzione di un elicottero. Al primo, quindi, dobbiamo l’invenzione del primo vero prototipo di elicottero funzionante e utilizzabile (volò per quasi 9 minuti a un’altezza di 17,5 metri, per circa un chilometro. Nonostante l’inventiva di D’Ascanio, non ottenne mai finanziamenti pubblici, per cui la società dovette sciogliersi.

Curiosità:  Corradino D’Ascanio fu poi assunto come progettista dalla Piaggio. Dobbiamo a lui, infatti, anche l’invenzione della Vespa.

3. Cono Gelato – Italo Marchioni

Il primo cono gelato è stato brevettato dal bellunese Italo Marchioni nel 1903, negli Stati Uniti. In realtà, l’usanza di accompagnare i gelati con ostie di pane è molto più risalente. Già alla corte di Caterina de’ Medici (fiorentina, regina di Francia dal 1557) era una pratica molto comune, grazie ai cuochi italiani che facevano parte della sua servitù.

Un cono gelato, brevettato da Marchioni, fonte immagine: Wikimedia Commons

4. Campane – San Paolino, vescovo di Nola

Secondo una leggenda, la tradizionale campana che troviamo nei campanili, con il batacchio interno, sarebbe stata inventata da San Paolino, vescovo di Nola, nel V secolo. In ogni caso, questa invenzione è iniziata ad essere usata in massa a partire solo dal VIII secolo.

Una campana in Ucraina, fonte immagine: Wikimedia Commons

5. Moka – Alfonso Bialetti

La moka, immancabile in ogni casa italiana che si rispetti, non poteva che essere stata inventata da un italiano. Per la precisione, da Alfonso Bialetti, che nel 1933 faceva partire la produzione di più di 105 milioni di caffettiere.

Una bellissima Moka Bialetti, fonte immagine: Wikimedia Commons

Curiosità: Il nome “Moka” deriva dalla città di Mokha nello Yemen, il porto da dove partivano navi cariche di caffè.

6. Cambio per bicicletta – Tullio Campagnolo

Al ciclista italiano Tullio Campagnolo dobbiamo l’invenzione dei cambi per biciclette (di cui una tipologia prende il suo nome).

L’atleta, infatti, cercava un metodo per alleviare la fatica del ciclista in salita. Dopo anni di esperimenti, già nel 1930 aveva ideato un’ulteriore miglioria per la bicicletta (il mozzo a sgancio rapido, utile a smontare rapidamente la ruota posteriore).

Particolare del cambio di una bicicletta, fonte immagine: Wikimedia Commons

Nel 1935, infine, arrivò all’invenzione dell’antenato dei moderni cambi per bicicletta.

7. Nutella – Ferrero

Se si dice “Made in Italy”, non si può non pensare alla Nutella, la crema spalmabile più venduta al mondo (ben 365.000 tonnellate l’anno). L’invenzione della Nutella risale al 1964 quando, in Alba (CN), si perfezionava una crema precedentemente nominata “Pasta Giandujot”.

Che mondo sarebbe senza Nutella?“, fonte immagine: Wikimedia Commons

8. Pila elettrica – Alessandro Volta

Una delle più importanti innovazioni portate da un italiano è la Pila di Volta, il primo generatore statico di energia elettrica mai realizzato. Inventata da Alessandro Volta nel 1799 a Lazzate (MB), è l’antenato della moderna batteria elettrica.

La pila di Volta, fonte immagine: Wikimedia Commons

9. Vasca idromassaggio – Candido Jacuzzi

La vasca idromassaggio nasce da una serie di imprese della famiglia Jacuzzi: dopo aver realizzato eliche per l’aeronautica militare, i sette fratelli progettarono e costruirono un monoplano per collegare San Francisco con l’Alaska. L’iniziativa, tuttavia, non ebbe successo, per cui la famiglia si indirizzò verso il mondo degli agricoltori, costruendo pompe per l’irrigazione.

Una Jacuzzi, fonte immagine: Wikimedia Commons

Nel 1943 Candido Jacuzzi, il più giovane dei fratelli, scoprì che suo figlio, che soffriva di una grave artrite reumatoide, trovava sollievo solo durante sessioni idroterapiche in ospedale. Così, grazie all’esperienza maturata costruendo pompe per l’acqua, realizzò un dispositivo applicabile alla vasca in casa. Nel 1956, quindi, riuscì a realizzare la prima pompa ad immersione. Il resto è storia.

10. Telettrofono, precursore del telefono – Antonio Meucci

Antonio Meucci nel 1871 fondò una società per realizzare uno strumento per trasmettere la voce a distanza.

Dopo aver brevettato molti progetti, la società fallì non riuscendo a trovare i fondi per finanziare gli esperimenti. Poco tempo dopo, Alexander Graham Bell riuscì a brevettare il telefono, ma Meucci reclamò la proprietà dell’invenzione, tanto che la stampa americana parteggiò per l’italiano.

Uno dei pezzi del Telettrofono di Meucci, fonte immagine: Wikimedia Commons

Tuttavia, la Bell Telephone Company, che deteneva i brevetti, citò per prima in giudizio Meucci. Dopo diversi anni, il processo diete ragione a Bell; la irregolarità e infondatezza del giudizio, tuttavia, è stata poi sollevata più volte (come Giovanni Schiavo).

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