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Biblioterapia: cos’é?

Si, si tratta proprio di quello a cui state pensando! Infatti biblioterapia è l’unione di 2 parole: la parola biblio (dal greco biblion) che significa ovviamente libro mentre la parola terapia deriva dal greco oepatteid (cura). Quest’ultima è una parola derivante dal greco antico che in inglese è stata tradotta con il termine “therapy” anche se il significato greco di “cura” ha un’accezione decisamente diversa da quello che noi intendiamo con “terapia”; con la parola greca si intende la vicinanza alla persona e ai suoi bisogni, mentre nell’accezione più moderna del termine siamo più vicini alla farmacologia e alla psicologia.

La biblioterapia è quindi un metodo di terapia che ricorre alla lettura di libri.
Il termine è stato utilizzato per la prima volta dal teologo americano Samuel Crothers nel 1916, il quale per primo parlò della possibilità di utilizzare i libri come metodo di guarigione.

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Come funziona?

E’ possibile utilizzare la biblioterapia all’interno di un gruppo o in sedute individuali.
Il terapista, dopo un’attenta analisi del soggetto, decide quale libro sia più adatto alla situazione. Lo scopo è quello di scatenare un processo di introspezione  affinché l’individuo possa riflettere su di sé e sui propri comportamenti. Lo scopo finale non è quindi quello di analizzare il libro oppure capirne il significato ma di focalizzarsi sulle riflessioni che quest’ultimo scaturisce nell’individuo.
Identificarsi nel comportamento dei personaggi della storia può aiutare il paziente a far emergere determinati aspetti di sé.

Nel lavoro biblioterapico i libri vengono selezionati dallo Psicologo/Terapeuta sulla base di aspetti quali:

  • tipo di setting (individuale o di gruppo)
  • tipo e gravità della patologia
  • tipo e pervasività dei comportamenti disfunzionali

Fortemente sconsigliati sono due tipi di libri: gli horror e i libri con contenuti di pseudo-erotismo. I primi possono essere controproducenti per il controllo dell’aggressività del paziente ,i secondi sono carichi di finzione e di sessualità spinta che non aiutano il paziente a trovare un equilibrio sessuale.

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Biblioterapia clinica e biblioterapia dello sviluppo

La biblioterapia può essere divisa in due grandi gruppi: biblioterapia clinica e biblioterapia dello sviluppo.

La biblioterapia clinica è quella utilizzata da figure professionali mediche, psichiatri e psicologi, oppure da personale supervisionato da medici come gli infermieri o i tecnici della riabilitazione psichiatrica. Si tratta della somministrazione  di testi di letteratura all’interno del setting o del percorso di cura nei diversi ambiti clinici, con l’obiettivo di ricercare un beneficio psicologico mirato. Bisogna sottolineare il fatto che ovviamente i libri non sostituiscono le terapie farmacologiche tradizionali ma possono essere d’aiuto a portarle avanti , affrontandole con uno status mentale più positivo.

La biblioterapia dello sviluppo o umanistica è quella utilizzata dalle figure umanistiche quali sono gli insegnanti, i bibliotecari, i filosofi,  gli educatori, gli operatori socio-culturali. Gli obiettivi perseguiti in questo ambito, a differenza della biblioterapia clinica che lavora maggiormente sul problema e sul disturbo, sono volti alla crescita personale e atti a rafforzare la parte sana, creativa, emotiva e riflessiva dei partecipanti.

Cosa rende efficace la biblioterapia?

Uno dei principali motivi per cui la biblioterapia è entrata a far parte dell’ambito della psicologia, è sicuramente lo studio condotto sui neuroni specchio. I neuroni specchio sono una delle scoperte più interessanti degli ultimi anni. La particolarità di questi neuroni, dalla quale deriva anche il loro nome, è che si attivano sia quando compiamo un’azione in prima persona, sia quando osserviamo gli altri compiere quella stessa azione. La cosa davvero sorprendente è che basta anche semplicemente leggere un verbo che esprima quel movimento per farli attivare. Proprio in questo risiede l’efficacia della biblioterapia.

Biblioterapia in Italia

In Italia la pratica della biblioterapia, rispetto ai paesi anglosassoni, si sta diffondendo solo ora e quindi è una pratica ancora poco conosciuta.
Ad oggi esistono gruppi di biblioterapia, corsi e laboratori. Un sito, che trovo particolarmente efficace per conoscere di più su questo mondo è: biblioterapiaitaliana.com

foto di copertina: pixabay

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